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Lettera del Dirigente Scolastico agli studenti, alle famiglie e al personale

Contenuto in: 
Anno scolastico: 
2019-2020

Roma, Piazza dei Decemviri, 19 marzo 2020

Carissimi,
​sono ormai trascorse quasi due settimane da quando, per un evento inaspettato, la nostra vita è improvvisamente cambiata. La libertà di muoversi, di andare a lavorare, di uscire per fare una passeggiata, di incontrare qualcuno, semplicemente di abbracciarlo o toccarlo sembrano esserci negate. Così come l'andare a scuola, incontrare compagni e professori, scoprire e conoscere sempre nuove cose, appassionarci e cimentarci in altre. Mentre vi scrivo dall'ufficio di presidenza, l'edificio che ospita il nostro amato Liceo, sembra diventare sempre più grande, ingigantito dal vuoto e dal silenzio delle aule e dei corridoi. Tutto sembra apparentemente fermo e statico, ma basta tendere di più l'orecchio per ascoltare, provenienti dall'esterno, il canto degli uccelli ed i rumori della natura, ormai già in fase di risveglio. Quella natura che nessuno ostacolo può fermare, e con la quale l'uomo, che ne è parte integrante, condivide il destino di rinascita dopo ogni avversità.

Ci sono momenti in cui i problemi entrano nelle nostre vite e sembra che non si possa fare nulla per evitarli. Eppure un'inaspettata riserva di forza emerge quando la vita ci mette alla prova. A questa forza siamo oggi, alunni e famiglie, docenti e personale tutto, chiamati ad attingere a piene mani.

A tutti voglio ricordare che ora siamo chiamati ad una prova importante. "Le difficoltà più serie di un uomo cominciano quando egli è libero di fare ciò che vuole" (cit. Thomas Huxley), intendendo quindi che il difficile non è solo nella conquista della libertà, ma nel suo esercizio consapevole. In questi giorni in cui il coronavirus ci ha sorpresi così attaccati alle comodità e agli agi della nostra vita, impegnati a rivendicare la libertà personale come un diritto sacrosanto e inalienabile e perciò quasi a rifiutare ogni sua eventuale possibile compressione, la vera libertà non sta tanto nel fare quello che si vuole, ma nel volere esattamente ciò che si fa, con coscienza. Vi invito a vivere questo tempo diverso e nuovo - nel rispetto delle prescrizioni indicateci dal Governo e dalle autorità sanitarie - per approfondire interessi, curare gli affetti ed i legami fan1iliari, riflettere sui reali valori e gli ideali della nostra vita. Abbiate cura di voi stessi e di chi vi sta accanto.

A tutti gli studenti vorrei ricordare come la scuola costituisca la prima importante palestra di vita, in cui ognuno inizia a confrontarsi con le sfide quotidiane, a forgiare il carattere, a sperimentare limiti e capacità. In un momento in cui le forti e vere relazioni interpersonali che nella scuola si creano, sembrano compromesse, le nuove tecnologie, di cui padroneggiate i meccanismi in quanto nativi digitali, ci aiutano a colmare questo vuoto apparente. Abbiamo lavorato fin dal primo giorno di sospensione delle attività, per attivare la didattica a distanza, per non interrompere il vostro percorso di apprendimento e nell'interazione con i vostri docenti, mantenere viva la comunità di classe, di scuola e il senso di appartenenza. Cogliete al meglio, anche in questa difficile situazione, le occasioni che la scuola vi offre, fidatevi e fatevi guidare dai vostri docenti. Vi chiedo pazienza e spirito di adattamento e anche se con tempi diversi, impegno, partecipazione e studio.

Ai miei docenti, cui è affidata l'addestramento delle menti, la formazione delle coscienze, l'educazione degli allievi alla "bellezza'', contro ogni forma di abitudine e rassegnazione, ricordo come in quanto educatori, siamo chiamati a riorganizzarci di fronte ad una situazione così inaspettata. Dopo le prime comprensibili difficoltà, avete raccolto pienamente la sfida: trasmissione di materiali didattici tramite collegamenti diretti o differiti, utilizzo di piattaforme, videoconferenze, videolezioni, chat di gruppo, registro elettronico. Un lavoro poderoso, forse per certi versi, più impegnativo di quello in presenza. State dimostrando un encomiabile senso di responsabilità, di appartenenza e di disponibilità. A Voi, profondamente sensibili e affezionati ai vostri alunni e alla scuola, che continuate a dare prova di grande serietà e professionalità, rivolgo il mio ringraziamento e la mia stima per tutto quello che state facendo e continuerete a fare.

Anche questo inaspettato fenomeno, come ogni altro, ha avuto un inizio ed in quanto tale vedrà la sua fine. A breve si spera, tornerete a ripopolare le classi e la scuola ritornerà a vivere nella sua completezza. Perché la ripresa possa essere al meglio e pertanto al vostro rientro possano ripartire tutti quei progetti che abbiamo lasciato in sospeso, l'attività amministrativa in questi giorni, anche se a ranghi ridotti, non si è fermata e non si fermerà. Un affettuoso ringraziamento voglio rivolgerlo al DSGA, agli assistenti amministrativi, agli assistenti tecnici, ai collaboratori scolastici: donne e uomini che hanno dimostrato un grande attaccamento alla scuola ed una profonda etica del lavoro, che continuano ad affiancarmi e supportarmi giornalmente.

Nei momenti difficili a chi ha ruoli di responsabilità, si richiede maggiore lucidità nell'assunzione di decisioni e nella previsione delle conseguenze delle stesse. Confermo, come per il passato, il mio massimo impegno, anche in questa particolare situazione, perché il nostro Liceo possa riprendere, appena possibile, nel migliore dei modi la sua attività. Con la serietà, l'entusiasmo e la creatività che ci connotano.

Come gli aquiloni si alzano alti nel cielo con il vento contrario, così dopo questo difficile periodo, tutti insieme riprenderemo il nostro volo.

Ci rivedremo presto, vi abbraccio affettuosamente.

Nicola Armignacca

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